GARGANO

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GREZZO
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GARGANO

Messaggio da GREZZO » lunedì 3 agosto 2009, 14:08

Oggi parliamo della PUGLIA NORD, vacanza fresca fresca intrapresa durante quest'ultimo week end.
Decidiamo di partire GIOVEDI' sera scorso........la meta non è ancora nota ma serve qualche cosa di molto vicino: abbiamo solo 2 giorni a disposizione e per lo più la volontà è di partire con il nostro scooter.
Pensiamo.......il GARGANO in effetti è molto vicino, ma ci siamo stati tantissime volte e forse non vale la pena. Una ricerca su GOOGLE e ci compaiono davanti 2 immagini che ci “stuzzicano l'appetito”.
Trattasi della parte molto a sud del GARGANO, di fronte al golfo di Manfredonia, molto molto montuosa e rocciosa......una 50ina di chilometri più a sud di VIESTE: la parte finale, in sostanza, del GARGANO….verso sud.
Sono immagini della BAIA delle ZAGARE o anche BAIA dei FARAGLIONI. Entriamo nel dettaglio, rimaniamo convinti........ci sono solo 2 HOTEL in quel punto e le BAIE sono assolutamente private degli HOTEL. Il posto ci pare poco pubblicizzato e sconosciuto (almeno noi non lo conoscevamo neanche per sentito dire). Una telefonata all'HOTEL, due stracci (si fa per dire).....e la mattina seguente si parte.
Costeggiamo tutto l'ABRUZZO, il MOLISE e entrati in PUGLIA viriamo a sinistra per costeggiare tutto il GARGANO a partire da LESINA. Il profumo di PACHINI entra prepotente a condannare l'olfatto......immense raccolte di pomodori lungo vastissime pianure. Cominciamo a salire e il territorio montuoso comincia ad ospitare il classico paesaggio pugliese, dove ULIVI secolari e terra rossa incidono la memoria.

Ci avviciniamo alla costa ed oltrepassiamo RODI GARGANICO da dove deviamo per PESCHICI. Qui decidiamo di fare una sosta al Ristorante da Celestina su di una veranda a picco sul MARE. Gli scorci sono fantastici e l'azzurro del mare fa da costrasto all'insistito bianco degli intonaci tutt' intorno.
TROCCOLI al sugo di pomodoro e CACIO Ricotta e una GAUDIANELLO effervescente. I TROCCOLI sono una specie dei nostri "TACCU" meno spigolosi e più arricciati, fatti però con farina e uova. Una sorta di chitarra un pò più arricciata. Il sugo è notevole, il sapore e il profumo del pomodoro freschissimo è evidente al palato. Il CACIO ricotta rende il piatto molto rustico e fa da contrasto alla dolcezza del pomodoro.
Prima di proseguire, ci concediamo un superenalotto e 2 gratta e vinci..................ca##o....a PESCHICI uscì qualche anno fa un jackpot fortunato........avessi visto mai.....!

Procediamo lungo la litoranea verso VIESTE e il paesaggio non ci è nuovo. La sabbia dell'adriatico disegna unghie per i bagnanti e si susseguono lidi e ristoranti. Da lontano scorgiamo VIESTE proprio mentre il paesaggio riacquista note rocciose e acquisisce PINETE sul mare........alberi di FICO emanano un forte odore tipico.
Sostiamo a VIESTE solo per cercare il ristorante ENOTECA VESTEA che ci avevano indicato come il TOP dei TOP di zona. Lo troviamo in via DUOMO, ci dicono che sviluppa dentro una grotta e che è un tipico ristorante di cucina marinara VESTEA rigorosamente con PESCE FRESCO. Il ristorante è chiuso ma prendiamo il numero di telefono per una prenotazione per il sabato sera.

Proseguiamo verso SUD, ci attendono circa 50 Km. per la nostra destinazione ma ci dicono che da lì in poi si salirà parecchio e il territorio comincia ad assomigliare alla costiera amalfitana. Cominciamo ad arrampicarci in direzione PUGNOCHIUSO. Una foresta di roccia e PINI MARINI molto verdi ci accompagna regalandoci spiragli di frescura. Si continua a salire in direzione MATTINATA percorrendo una strada con moltissimi tornanti, salite e discese. All'orizzonte scorgiamo il MARE che non è più ADRIATICO ma IONIO per esattezza di informazione.
Cominciamo a scendere giù in picchiata e ci avviciniamo al mare. Gli ULIVI si fanno largo tra i PINI MARINI, la ROCCIA descrive alcuni stralci di bianco. Il mare è sotto di NOI a strapiombo...........ci torna in mente la costiera amalfitana ma il luogo ci sembra più rilassante, meno affollato, più a misura d'uomo..........qui la terra sembra "tirarsela di meno".......

Una segnaletica ci avvisa che la BAIA delle ZAGARE dista 2 Km. Ci stiamo avvicinando e mentre lo facciamo scorgiamo una meravigliosa insenatura che riconosciamo essere la nostra destinazione. Un LUOGO incantevole, una specie di CAVA di roccia bianca a 90 gradi a picco sul MARE. Scorgiamo il nostro HOTEL che è posto proprio a strapiombo sul mare.

L'HOTEL ci sembra subito un LUOGO assolutamente rilassante e in piena armonia con la natura. Immerso completamente nel verde e a strapiombo sulla BAIA raggiungibile attraverso 2 ascensori di 7 piani (una ventina di metri) ricavati nella parete rocciosa. PINI MARINI, AGAVE di varie tipologia, CYCAS, PALME e la compagnia gradita di un numero infinito di CICALE proteggono l'HOTEL.
Siamo molto stanchi dopo una intera giornata di viaggio in scooter, ma lo strapiombo sul mare al tramonto ci chiama e scendiamo giù con l’ascensore. Luogo che vale assolutamente la pena! Non riusciamo a capire come mai sia poco conosciuto e anche raramente pubblicizzato. Meglio così, noi ci siamo!
La Baia (che poi in realtà è divisa da un ammasso roccioso su cui nasce il ristorante dell’HOTEL) è grandissima, circa 500 metri di lunghezza a dare spazio ad un’unghia di sabbia grezza larga non più di 50 metri nei punti maggiori e solo 1 metro in quelli minori. Questo significa che la baia presenta una serie numerose di grotte non profonde su cui entra lo Ionio.
Siamo rimasti stupefatti dalle pietre e ciotoli che insieme alla sabbia grezza rendono il terreno ruvido. Siamo rimasti talmente stupefatti che siamo stati costretti a riportare 15 Kg. di ciotoli……di un bianco accecante e di una rotondità notevole. Lo scooter soffrirà i 15 Kg. ma ne è valsa la pena.
Il mare accarezza la sabbia e spinge sulla roccia. Il risultato sullo strapiombo di roccia è un’eco crudo e duro che porta fascino ad un luogo già incantevole per le sue caratteristiche naturali.
La nostra cena sarà servità a strapiombo su questa unghia di sabbia con un concerto insistente ma piacevole di cicale e con una leggera frescura portata dalla brezza del mare ossigenata dai pini marini.

Su una delle due baie c’è servizio di ombrellone e lettino ma tutto questo materiale artificiale ci disturba su questo fantastico mondo di natura. Optiamo quindi per l’ascensore NORD che ci porta nella BAIA NATURALE dove nonostante la data e il caldo ci ritroviamo in non più di 20 persone……………….che su 500 metri di lunghezza equivale a stare soli. Che andassero seduti sul lettino sotto l’ombrellone……….noi vogliamo “lessare” sotto il sole e ripararci sotto le grotte……e raccogliere i nostri ciotoli e goderci la natura.
L’acqua sprofonda immediatamente sui 3 metri ed è piacevole scappare dalla terra ferma in un attimo. Ottima trasparenza regalata dalle roccie circostanti e mare pulito. Tra un “bagnasciuga e l’altro” e tra una passeggiata e un momento di relax, rubiamo alla baia i nostri ciotoli con una netta preferenza per il bianco latte, ben rotondo e levigato: dobbiamo arredarci casa!
Trascorriamo un’intera giornata sulla baia, circondati e protetti da altissimi muri di roccia bianca e dal rumore più lontano di CICALE.

Sta per fare buio e dobbiamo percorrere 50 chilometri in mezzo ad un territorio montagnoso per tornare a VIESTE e andare a degustare la nostra cena nel ristorante ENOTECA VESTEA. Ci attrezziamo di giacchino e maglione perché sicuramente l’aria sarà fresca in mezzo alla foresta di PINI. Arriviamo a VIESTE dove compriamo subito un CACIO CAVALLO invecchiato (da paura) e le TROCCOLE fatte a mano come souvenir. A questo punto lo scooter non accetterà più nulla, ma abbiamo insistito per aggiungere una 0,75 di OLIO DI OLIVA che avevamo degustato in una bottega artigianale e a cui non abbiamo rinunciato.

Il ristorante è ricavato dentro una grotta in roccia bianca e il proprietario si mostra subito gentile e ci propone una serie di piatti tipici a base di pesce fresco (rigoroso). Chiedo una frittura ma mi dice che non la possono fare perché non hanno pesce da frittura quella sera e questo mi dimostra che il PESCE sarà sicuramente fresco. Ci abbiniamo, sotto consiglio del proprietario, una bianco molto molto fruttato di zona, un RATINO 2007 prodotto con Uve di Bombino. Un vino che non conoscevo, abbastanza forte, che molta assomiglia al nostro Pecorino ma molto più profumato. Un vitigno ancora molto molto vergine, quindi, ma interessante.
Oltre all’alice appena marinata cruda, di notevole fattura le TROCCOLE ai frutti di mare in bianco con molti ricci di mare e un CEFALO di LESINA al finocchietto bastardo che ancora non dimentico: servito a 2 “pacche” e cotto fino ad assumere una colorazione quasi rosa. Indimenticabile!
Il Bombino si faceva sentire al ritorno, ma una sagoma di CERVO Gigante di cui ho illuminato gli occhi mi ha letteralmente schiaffeggiato gli occhi per cui siamo tornati in albergo con un tutto sotto controllo.

La mattina successiva (ieri), giusto il tempo di un’oretta di relax nelle acque limpide della Baia e siamo saltati in moto e abbiamo preso la via del ritorno con una sosta a San Giovanni Rotondo…………sotto i 39 gradi all’ombra registrati alle 14:45………..ma per Padre Pio si può fare.
Allegati
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........ma rimango dell'opinione che una volta braccata la preda la devi sbranare, e non fartela scappare all'ultimo........by Zebro'

Lesson n° 2: SCANZETEVE!!! by Zebrò

"Il passato non lo puoi più cambiare, il futuro lo puoi cambiare" By Francesco Bellini

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