MICRONESIA: Palau e Carp island

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GREZZO
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MICRONESIA: Palau e Carp island

Messaggio da GREZZO » martedì 16 ottobre 2012, 12:58

Credevo di averla fatta la recensione, evidentemente sto cominciando a perdere la memoria. Faccio un copia-incolla del resoconto di Viaggio del Febbraio 2011.

Disponendo di 15 giorni, io e mia moglie optiamo per un viaggio abbastanza lungo. Ci ritroviamo a decidere per un viaggio nella Repubblica di Palau in Micronesia. Non è una meta ambita o sognata da tempo come spesso ci capita, non è neanche una meta descrittaci da qualche amico. Probabilmente è uno sfizio verso un posto lontano disperso nel pacifico convinti da alcune ricerche fotografiche on-line.
E’ febbraio e fa freddo. La partenza è subito quasi un dramma. Mia moglie in piena crisi allergica (di cosa non lo abbiamo mai saputo) con un viso ustionato e gonfio come un melone, il sottoscritto in piena crisi di extrasistole. Crisi che conosco bene e in genere tollerabile in massimo 2 giorni. Non è il miglior modo possibile per intraprendere un viaggio lungo, non è il miglior umore possibile ad accompagnarci sul volo QATAR Airlines che da Roma ci conduce a DOHA. Ci attendono 3 ore di attesa in QATAR ognuno “con il suo viaggio, ognuno diverso e ognuno in fondo perso dentro i cazzi suoi……….”
L’antistaminico fa solletico a mia moglie con una situazione che peggiora notevolmente. Tutto questo provoca uno stato di ansia che è DELIZIA per la mia extrasistole che mi toglie pezzi di respiro. La miglior cura sarebbe non pensarci e stare tranquilli che passa………..il problema è stare tranquilli con la mia dolce metà che da un viso a forma di melone stava passando a quello di anguria.
Dopo circa una decina di ore (o giù di lì) atterriamo a MANILA nelle Filippine dove ci attendono, udite, udite, ben 8 ore di scalo aereoportuale nell’attesa dell’ultimo volo di 4 ore circa che ci porterà in Micronesia. La situazione è abbastanza sottocontrollo (invariata) ma sale la stanchezza e l’angoscia di aver appena intrapreso solo la metà del viaggio. D'altronde l’età cresce per tutti. A bordo della Trans Pacific Airlines ci accingiamo a percorrere le ultime miglia. Atterriamo a Palau che è notte inoltrata e siamo fortunati perché il Resort prenotato è poco distante.
E’ un bel Resort il Palau Pacific Resort, fortunatamente, un 5 stelle che offre il massimo del confort e si trova su di un arcipelago eccezionale. Non è la nostra vera meta, la zona è molto turistica (giapponesi e americani) e noi dobbiamo sostarci per 4 giorni dopodiché con 3 ore di barca raggiungeremo Carp Island all’estremo sud della repubblica di Palau. Qui sosteremo 8 notti in un isola selvaggia e disabitata, senza alcun tipo di confort, quasi in situazione limite. Pensiamo: “Speriamo di “guarire” qui altrimenti giù (nell’isola di Carp Island) sono cazzi se dovesse peggiorare la nostra salute!”
Trascorriamo i primi giorni in tranquillità. Con tutta onestà il posto è molto bello, ma non sembra valere le 36 ore di viaggio (pescara-fiumicino comprese). Mia moglie non può assolutamente prendere sole in volto. Qui il sole è devastante e peggiorerebbe l’orticaria in corso. La mia extrasistole aveva deciso di perdurare (oramai da 4 giorni) e vado in paranoia totale, il cellulare non ha campo, neanche in roaming (qui non esiste). Mia moglie attacca, ed era inevitabile lo stavo aspettando, un pianto amaro……………il pianto amaro della donna dovuto forse non tanto al fastidio-dolore dell’orticaria o ad una effettiva preoccupazione per la salute ma più alla bruttura del suo volto, all’impossibilità di truccarsi e mostrare la sua bellezza………….motivi per cui il pianto era seguito dalla frase decisa: “Vacanza rovinata!”
Il problema è che mia moglie non aveva fatto i conti col super ottimista per antonomasia e quindi c’era ancora da vedere se la vacanza era rovinata o meno. Stai calma Amore Mio!
Il Terzo giorno resuscitò da morte………ehm, volevo dire, il terzo giorno mia moglie si sveglia in uno stato molto preoccupante. Probabilmente il cappello che avevamo comprato in Hotel per coprire la faccia dai raggi del sole aveva lasciato qualche pertugio. Purtroppo, comincio a preoccuparmi davvero per lei, comincio a preoccuparmi del fatto che il gonfiore stava diventando troppo importante e avrebbe potuto raggiungere il collo con problemi di respirazione e quadro clinico grave. Faccio finta di niente e la mia extrasistole, toh!, passa! Dopo essermi accertato dell’esistenza di un ospedale, chiamo un TAXI e porto mia moglie al pronto soccorso. Il Pronto Soccorso assomiglia più ad una macelleria per animali anche se ci sono sufficienti strumentazioni. Il Dottore di turno (gentilissimo) parla di allergia in corso e vuole vedere i nostri antistaminici che giudica insufficenti. Con un Inglese medico maccheronico cerchiamo di farci capire e capire la sua diagnosi. Ci prescrive un farmaco molto forte e ce lo consegna alla modica cifra di 125 dollari (Palau è costosissimo come posto, proprio come stile di vita). Vietato prendere il sole!
Il farmaco produce subito buoni effetti e già il giorno seguente la situazione era nettamente migliorata e migliorerà nei giorni successivi. Mia moglie non sarà abbronzata in volto di ritorno ma sarà bella come sempre, dico. Scopriremo in Italia che si trattava di farmaco primitivo in uso in Italia negli anni sessanta, ma sticazzi!
Diciamo che il giorno seguente sarebbe iniziata la nostra vacanza? Diciamolo!
Partiamo con la barca per Carp Island, nel profondo sud della repubblica di Palau, un’isola disabitata che nasce proprio a ridosso di un Reef lungo chilometri che segna l’accesso all’oceano pacifico. Poco distante dalle meravigliose Rock islands. Arriviamo che è passato mezzogiorno. Ciò che ci circonda è un ambiente selvaggio e decisamente fuori dal comune. Nell’isola non c’è praticamente nulla. Ci fanno accomodare in un capanno molto spartano e ci invitano nella hall per delucidarci. La Hall è una grossa capanna…….più che spartana direi una grossa bettola dove consumeremo i nostri pranzi e le nostre cene. Confort ZERO assoluto! Questa è una autentica meraviglia. Il nostro capanno si trova sotto una intensa piantagione di palma da cocco proprio nel punto in cui inizia la foresta. La vista che abbiamo dalla nostra veranda è decisamente paradisiaca. L’acqua dell’oceano, dal nostro punto di vista, descrive variazioni cromatiche difficili da distinguere. C’è una luce azzurra ovunque.
L’isola è disabitata ed è percorribile a piedi. Non è piccolissima, ci vogliono circa 8 ore per farlo non senza difficoltà e pericolo a causa della natura a 5 punte dell’isola stessa. Qui tutto cambia e si modifica. I colori, la luce, il punto di vista, l’orientamento……..si trasformano col passare dei minuti e la natura ti domina come fosse un gigante affamato. Io sono un buon nuotatore e un buon escursionista, ma qui bisogna usare molta cautela……………….primo perché non c’è anima viva che potrebbe venire in soccorso, secondo perché ci troviamo in un posto talmente incontaminato da mettere soggezione.
Ci spiegano che ogni giorni si assiste ad un movimento di bassa e alta marea. Questo ciclo, aggiungono, non avviene mai alla stessa ora ma si sposta negli orari ogni giorno e a seconda anche delle correnti e della presenza del reef chilometrico. Potrebbe essere, dunque, una situazione di pericolo…………motivo per cui nella hall, ogni giorno c’è segnato l’orario del ciclo giornaliero delle basse e alte maree (ce ne sono più di una al giorno).
Il giorno seguente, al mattino, assistiamo a questo fenomeno di bassa marea. Non so come descriverlo. Tutti siamo abituati a fenomeni di bassa marea, ma quello che accade in questo posto lo posso descrivere come ai limiti della fantascienza. Praticamente nel pieno del fenomeno di bassa marea il posto in cui sei diventa un deserto di dimensioni infinite……….deserto ovunque fino all’orizzonte. Sabbia fino all’orizzonte in tutti i punti di osservazione. Una dimensione di incommensurabile, lunare! Scenari irripetibili, stelle marine nel deserto, uccelli al “pascolo” nell’oceano senza acqua. Il tempo che si arresta.
Tutto ciò è tanto affascinante e spettacolare quanto pericoloso. Non avendo percezione delle distanze è pericoloso inoltrarsi a piedi perché si corre il rischio di ritrovarsi in mezzo al deserto con l’oceano che sta arrivando. Il rischio di trovarsi a camminare sulla sabbia e in 15 minuti provare una sana crisi di panico con l’acqua che ti avvolge e sei a largo in mezzo all’oceano.
Il rischio di partire con la CANOA e ritrovarti in mezzo al deserto e provare una sana crisi di panico con il sole che ti accecherà per ore, la sete e un peso intrasportabile a piedi (la canoa) qualora volessi tornare indietro.
E puntuale l’acqua arrivò repentinamente!
Dopo due serie di panico PUNTUALI, ci dicono di sfruttare le due ore. Cioè 2 ore prima del segnale meteo della bassa marea si parte in canoa e si sta fuori 1 ora. Al contrario 2 ore prima dell’alta si esce a piedi e si torna dopo 1 ora.
Quello che abbiamo provato e visto i giorni successivi non ha domande e non ha risposte. Insenature irripetibili, lingue di sabbia rimaste scoperte improbabili, suoni nuovi, atmosfera da paradiso naturale. Senza di dubbio il posto più incontaminato mai visitato prima d’ora.
Dopo grosse abbuffate di tonno crudo (fenomenale) e di arrosti di pesce locale relax sulle amache disposte sotto le piantagioni di cocco a toccare la luna. Alle 18:00 è già notte, una brezza marina addolcisce il caldo, l’oceano canta con la sua schiuma e le cicale rispondono. E’ già buona notte.
Il penultimo giorno ci dirigiamo sulle Rock Islands. Labirinto di isolotti fantastico ma che ci ricorda luoghi già visitati (Thailandia). Per essere il luogo di maggiore attrazione turistica non ci sorprende, ci piace ma non accende emozioni nuove. L’ultimo giorno è ancora Carp Island; crediamo sarà l’ultimo giorno della nostra vita su quest’isola: un’isola così irripetibile quanto indimenticabile, indomabile, spericolata……….straordinariamente meravigliosa.
Allegati
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........ma rimango dell'opinione che una volta braccata la preda la devi sbranare, e non fartela scappare all'ultimo........by Zebro'

Lesson n° 2: SCANZETEVE!!! by Zebrò

"Il passato non lo puoi più cambiare, il futuro lo puoi cambiare" By Francesco Bellini

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