Lo stadio come laboratorio di controllo sociale

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tozzi
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Lo stadio come laboratorio di controllo sociale

Messaggio da tozzi » sabato 6 gennaio 2018, 22:15

"L'Ascoli è capace di grandi cose. Rende intimi amici persone che, senza l'Ascoli, normalmente si sarebbero magari solo conosciute, dei fratelli persone che eppure, senza l'Ascoli, le cui strade si sarebbero magari solo sfiorate. Dei consanguinei bianconeri, potremmo chiamarli, persone apparentemente che sono di estrazione sociale e culturale diversa, di dialetti diversi. Che, senza l'Ascoli, si sarebbero potuti incrociare probabilmente solo in un autogrill o in un supermercato, tutti invece animati da una delle grandi passioni della loro vita, se non la più grande, l'Ascoli calcio" (Costantino Rozzi, 12 Maggio 1989).

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franz
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Re: Lo stadio come laboratorio di controllo sociale

Messaggio da franz » martedì 9 gennaio 2018, 16:40

Sì, molto molto interessante anche se non dice, a parte narrare gli episodi specifici, cose nuove. Da più di 20 anni si sa che chi parte per una trasferta lascia i diritti civili a casa, spesso anche se giochi in casa.. Penso che ognuno di noi abbia subito angherie, piccole o grandi, da addetti al servizio d'ordine con provocazioni inutili. Ad onor del vero devo dire di aver anche assistito personalmente a scene in cui i tutori dell'ordine si sono comportati egregiamente risolvendo situazioni "difficili" senza abusare del loro potere. L'unica discriminante che ho trovato nei diversi comportamenti è stata l'applicazione o meno del "buon senso". In sostanza uno spaccato della Società italiana nel quale ho trovato applicabile il termine "teppista in divisa" come pure il termine "funzionario" (cioè quello che fa funzionare le cose). Auguro a tutti di incontrare sempre persone del secondo tipo.
PER CHI CI HA FATTO SOGNARE, E HA SCRITTO LA NOSTRA STORIA,
A ROZZI COSTANTINO, ONORE E ETERNA GLORIA!

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